CANI   ITALIA        

 Pagina razze N°3

 

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     AFFENPINSCHER              

       Germania                           

Nel paese di origine è pure detto ‘ Zwergaffenpinscher ’ ( ‘Zwerg’ = nano,(Affe’ = scimmia); in Francia è talora chiamato ‘diablotin moustachu’, e anche tale pittoresco nome si dimostra appropriato. Difficile è stabilire con esattezza come e quando ebbe origine il primo soggetto tipico. C’è chiafferma trattarsi di una ‘ miniaturizzazione ’ dello zwergschnauzer (piccolo terrier tedesco a pelo ruvido), e c’è chi invece pensa a una parentela con igriffoni belgi; altri ancora sostengono che fu l’affenpin­scher a dare i natali aicitati griffoni. Comunque, la più attendibile fra le ipotesi è forse la prima: lealtre due perdono gran parte del loro valore se si tien conto che laconformazione del cranio e altri caratteri dell’affenpinscher, tipici dei terrier, non si ritrovano nei griffoni. L’origine, comunque, è senz’altro tedesca. Cane graziosissimo, affettuoso oltre ogni dire, gran cacciatore di topi (ecco ilterrier!), è anche, nonostante le minime di­mensioni, un efficiente guardianodella casa.

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       AFGHAN HOUND   Levriero ajgano

     DIVERSI (origine ufficialmente non accertata)

Il  levriero afgano (tazi) esiste in tre varietà nel suo paese d’origine: a) a pelo raso; b) a pelo frangiato (tipo saluki); e) a pelo lungo e folto (il vero cane afgano delle montagne). I   tipi che si trovano vicino al confine nord-orientale, cioè con l’Iran, sono alti di statura e mostrano chiaramente la loro parentela con il levriero persiano (saluki), la cui parte domina; lo stesso dicasi per il tipo del bassopiano, tuttavia più corto, quasi tarchiato, forse formato attraverso incroci con cani locali da pastore. Si dice che questa varietà di afgano si possa vedere per la festa delle capre; allora i pastori scendono dalle montagne e i cani sono ornati di fiori. L’afgano delle montagne  come asserisce la professoressa Cornelia Jutta Stelzer, provetta allevatrice di afgani e studiosa

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AYDI   Cane dell’A tlas

MAROCCO

  Poco sappiamo di questa razza nazionale del Marocco, a cui vengono peraltro attribuite dai cinofili di quel paese ottime qua­lità di cane da guardia e da difesa.

MAROCCO

  Poco sappiamo di questa razza nazionale del Marocco, a cui vengono peraltro attribuite dai cinofili di quel paese ottime qua­lità di cane da guardia e da difesa.

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         AIREDALE TERRIER

          GRAN BRETAGNA

  Fino a poco tempo addietro la cinofihia ufficiale lo poneva fra le razze da difesa. In realtà, è un ottimo ausiliare dell’uomo non solo per la difesa, ma anche per la caccia: l’airedale ha olfatto fine, e nel lavoro pesante della palude ben pochi sono i cani che lo eguagliano. Il suo pelo ruvido e il sottopelo oleoso lo rendono resistente all’acqua e al gelo e, data la sua robustezza e la sua audacia, viene usato in alcuni paesi per la caccia al cinghiale, al cervo e all’orso. I primi ad allevare questo cane furono gli operai di Leeds, cittadina situata sulle rive dell’Aire, in Inghilterra (Yorkshire), che lo adoperavano come distruttore di topi, per la caccia alla lontra, come segugio e come cane da ferma e da acqua. In quelle regioni, all’inizio del secolo scorso, erano molto usati per la caccia alle lontre gli otterhound, ottimi nuotatori, capaci di inseguire in acqua e sul terreno le lontre, ma che diventavano inutili allorché la lontra, sfuggendo loro con mille astuzie, trovava rifugio nel suo covo costruito sotto il pelo dell’acqua, lungo gli argini dei fiumi. Si pensò allora di creare un cane atto appunto alla caccia alla lontra nell’interno della sua tana. Nella zona esisteva da tempo un tipo particolare di cane, assai usato negli incroci con altre razze: era il working terrier’ o terrier da lavoro. Fu normale pensare a un incrocio fra esso e l’otterhound, per ottenere la desiderata nuova razza. E nacque in tal modo 1‘airedale.

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            AKITA INU   Cane giapponese di grande mole

              GIAPPONE

Eccellente cane da guardia e da compagnia, questa razza è diffusa nella regione giapponese di Akita. Anticamente veniva usato nelle contrade nord-orientali del paese per la caccia alla grossa selvaggina. Poi, dall’epoca dei Tokugawa sino a quella Taishò (cioè dal 1603 al 1925), venne impiegato come cane da combattimento, data la costituzione particolarmente robusta e il temperamento caratterizzato da un coraggio che pare non conoscere limiti. Oggi la razza è protetta dallo stato giapponese, che ne proibisce l’impiego per i combattimenti e ne salvaguarda l’integrità.

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          ALANI TEDESCHI Deutsche Dogge

         GERMANIA

 I cani di grande mole sono quasi sempre tozzi e piuttosto massicci; non così l’alano tedesco, che pur essendo un gigante della specie canina possiede un’attraente snellezza di forme e una grandissima agilità. Anche per questo cane, allorché si discute di origini, i pareri sono sùbito discordi. Lo stesso suo nome varia da paese a paese: gli italiani e gli inglesi, ad esempio, lo hanno chiamato danese o grande danese ‘ ma non è certo originario della Danimarca. Da noi oggi è ufficialmente conosciuto come alano tedesco, in Francia come dogue allemand, in Germania come Deutsche Dogge, e questo riferimento comune a un’origine tedesca parrebbe esatto. Secondo le tesi maggiormente attendibili, l’alano venne ottenuto dai tedeschi con incroci tra mastini e levrieri. Come nel caso dei levrieri, che sarebbero stati diffusi nel Mediterraneo e quindi in Gallia da mercanti fenici, così taluni mastini provenienti dall’Assiria e dall’India sarebbero giunti in Europa sempre grazie ai Fenici. Arrivati in Francia e in Inghilterra, questi mastini si diffusero pure nel Nord della Germania, generando il Canis Jamiliaris decumanus, il quale sarebbe il progenitore dell’alano e i cui discendenti medioevali andrebbero ricercati nei saupacker tedeschi. Un’altra ipotesi sostiene l’origine asiatica dei mastini europei, giunti al seguito del popolo scita degli Alani, che li impiegava per la caccia e per la difesa. Arrivati anche in Germania, questi mastini sarebbero stati ingentiliti mediante incroci con alcuni levrieri, in modo da ottenere un cane robusto e di grande mole, ma nel contempo veloce ed elegante. Secondo altri, anche il pointer avrebbe contribuito alla formazione dell’alano moderno. Stando al Mégnin, infine, i grossi cani che giunsero con la gente alana produssero, attraverso molteplici incroci, tanto l’alano tedesco quanto il dogue de Bordeaux; e, ancora, altre razze di diverse nazionalità, tutte di grossa mole. Anche oltre i confini tedeschi l’alano è oggi uno dei cani da guardia e da difesa più apprezzati. In Inghilterra, in Francia, negli Stati Uniti, nonché in Italia, si sono costituiti allevamenti specializzati che, affiancandosi a quelli tedeschi, producono soggetti di grande pregio.

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          ALASKAN MALAMUTE

                    STATI UNITI

Questa razza deve il suo nome a una tribù di iperborei americani che si stabilirono nell’Alaska nord-occidentale, i Mahlemutes, cacciatori e pescatori abilissimi, i quali nei loro stupendi cani da slitta possedevano degli ausiliari di grande valore. E infatti i malamute dell’Alaska sono considerati i più bei cani del Nord.   Allorché gli europei occuparono il Canada e le regioni limitrofe, si avvalsero anch’essi dei malamute, soprattutto per il trasporto della posta nelle zone più impervie. E quando divennero popolari le corse in slitta, i malamute si dimostrarono corridori eccezionali, che anor oggi detengono tutta una serie di primati, specialmente sulle lunghe distanze. Molto pulito e inodoro, affezionatissimo al padrone, come tutti i cani del Nord il malamute non abbaia.

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               AMERICAN WATER SPANIEL

                 STATI UNITI

Pur non essendo una razza antica, l’american water spaniel ha origini incerte. Gli esperti ne localizzano la terra d’origine nelle regioni mediooccidentali degli Stati Uniti. Il colore e il tipo del mantello e la conformazione morfologica suggeriscono una discendenza dal water spaniel irlandese e dal curlycoated retriever. L’American Kennel Club ha riconosciuto ufficialmente la razza nel 1940, sebbene da anni l’american water spaniel fosse noto come eccellente ausiliario del cacciatore: quale cane da riporto è pressoché perfetto, soprattutto in acqua. Anche come cane da fiuto sa far valere le sue ottime doti: non punta, ma, scovata la selvaggina, si comporta come uno springer, facendola alzare. Oggi l’allevamento dell’american water spaniel è curato da una speciale associazione statunitense, il cui scopo principale sembra consistere nell’affinamento di taluni particolari morfologici, senza tuttavia alterare minimamente le straordinarie qualità psichiche della razza.

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      ANGLO - FRANCAIS TRICOLORE

                   FRANCIA

Mentre per i grandi segugi anglofrancais venne utilizzato, come componente inglese, il foxhound, in quelli di media taglia si ricorse all’harrier, di minori dimensioni. Chiamati anch’essi, un tempo, ‘batards’, gli anglofrancais di media taglia sono stati successivamente classificati, secondo le loro origini, in: harrier - poitevin; harrierporcelaine; anglofrancais nati dall’incrocio dell’harrier con un segugio francese di media mole a pelo raso; e, anche, anglofrancais nati dall’incrocio dell’harrier con un segugio francese di media mole a pelo lungo. Quindi, dal 1957, sono stati genericamente raggruppati in anglofrancais tricolore, anglofrancais blanc et noir, anglofrancais blanc et orange; a tutt’oggi non esiste per questi cani uno standard.

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       APPENZELLER SENNENHUND

          Bovaro dell’A ppenzell

             SVIZZERA

i cani da capanna svizzeri (che comprendono questa e le tre razze successive) hanno origini antichissime. Alcuni naturalisti sostengono trattarsi di razze di formazio­ne locale, cioè autoctona, e le fanno risalire al cane dell’epoca del bronzo e a quello del Settentrione (Canis Jamiliaris mo­stranzewi), con infusione di sangue di lupo; invece, lo Tschudy, il Keller e il Kraemer ravvisano l’antenato degli attuali cani da capanna nel cane tibetano. Come abbiamo detto per il san Bernardo e per il rottweiler, i Romani avrebbero portato nelle loro colonie svizzere numerose mandrie, facendosi naturalmente seguire dai propri cani da pastore. In una caratteristica lampada di terracotta dell’epoca romana scoperta a Vindonissa èraffigurato un cane da pastore del tutto simile all’attuale cane da capanna bernese. Del resto, i bovari del Bernese e dell’Appenzell assomigliano al tibetano leggero a mantello bruno nero, mentre al tibetano pesante somiglierebbe il san Bernardo. Quanto all’appenzeller sennenhund, è un bovaro di incredibile vitalità e di grande attaccamento al lavoro e al padrone. Viene usato per la conduzione di mandrie e greggi sulle montagne; di notte è sempre vigile, e anche quando non si reca ai pascoli con il bestiame non cessa di montare la guardia alla casa del padrone e alle sue proprietà. Di temperamento più chiassoso dell’affine entlebucher, necessita più di questo di aria aperta e di grandi spazi.

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            AUSTRALIAN TERRIER

AUSTRALIA

Nato probabilmente in seguito a incroci fra terrier importati dall’Inghilterra, l’australian deriverebbe, a detta di taluni esperti, dallo yorkshire, dallo skye, dal norwich e dal cairn. Fu presentato la prima volta in una mostra canina tenuta a Melbourne nel 1903. Introdotto poco dopo in Gran Bretagna, veniva riconosciuto ufficialmente dal Kennel Club nel 1933. A detta degli allevatori, dovrebbe essere un ottimo cacciatore di topi. La razza non è molto popolare in Europa, forse perché non vi trova nessun impiego pratico, per cui l’australian terrier ha finito con il divenire uno dei tanti cani di lusso.

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          BASENJI

          SUD AFRICA

Cane antichissimo, originario del Congo, è improvvisamente assurto agli onori dell’allevamento inglese nell’ultimo dopoguerra. E quanto la razza sia antica lo dimostra il fatto che in molte tombe della quarta dinastia egizia, risalenti al 3600 a.C., lo troviamo raffigurato accucciato presso la sedia del padrone. Tramontata la potenza dell’impero egizio, non si ebbero più notizie di questa razza, che fu pertanto ritenuta estinta. Ma poi, intorno al 1870, questi cani vennero ritrovati nel territorio tra il Sudan e il Congo, che solo allora gli europei cominciavano a esplorare. Gli indigeni ne avevano grande cura, e li apprezzavano moltissimo come ausiliari nella caccia. Ma ecco ciò che di questo cane scrive il cinologo Arbanassi: « ... dopo la ‘riscoperta’, ovviamente diventa oggetto di studio per gli scienziati, suscita l’immediato interesse dei cinofili, specialmente degli Inglesi residenti in Egitto e nel Sudan, pian piano viene portato in Europa e, dopo varie traversie, comincia a esservi allevato. « Non possiamo quindi assolutamente ritenere il  un basenji, cane selvaggio. Ha vissuto per millenni senza essere in contatto con altre razze canine, è vero, ma non si è mai rinselvatichito. “Nè possiamo paragonarlo al dingo, il cane dell’Australia, portato colà, sì, dagli uomini, ma per via di terra, in tempi immemorabilmente remoti, diventato poi selvaggio e rimasto tale per molte decine di migliaia d’anni. Niente di simile col basenji, saggiamente allevato prima dagli Egizi, poi dagli indigeni del Sudan e del Congo”. Noto per la caratteristica di non abbaiare mai, bensì di emettere uno strano suono tra la risata e lo ‘Jodel’ tirolese, il basenji è considerato il progenitore delle razze terrier. Attualmente vive in varie località dell’Africa centrale, suddividendosi in due tipi: quello diffuso nelle pianure, e quello che vive nelle alture ricche di foreste. La varietà attualmente allevata in Gran Bretagna sarebbe originaria del Kwango, nel Congo centroccidentale.

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                BARBONE GRANDE MOLE Grand caniche

          FRANCIA

Caratteristica del barbone è quella di imitare quasi alla perfezione ciò che vede fare ad altri, specie al padrone, apprendendo con estrema facilità gli esercizi più disparati: ecco perché i famosi cani ammaestrati dei circhi furono per la massima parte dei barboni. L’acuta intelligenza che molti esperti vogliono superiore a quella di qualsiasi altro cane pose il barbone sempre fra le razze maggiormente interessanti e diffuse. Dalle qualità accennate non va poi disgiunta la sua bellezza e originalità: si tratta infatti di un cane anatomicamente ben costruito e molto grazioso, il quale, per la caratteristica toelettatura, si distingue nettamente da ogni altra razza. Sulle origini non si hanno dati  precisi. I Francesi lo vogliono assolutamente originario della loro terra; i Tedeschi affermano trattarsi di produzione autoctona nordica, precisamente teutonica, e di tale parere è anche il grande naturalista Brehm. E vi è anche chi lo fa originario del Piemonte. Sélincourt, adesempio, è di tale opinione, ch’egli avvalora con il fatto che anticamente in Italia esistevano barboni di particolare bellezza, tanto che molti erano i turisti inglesi che li acquistavano per portarli in Inghilterra.

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          BASSET ARTESIEN NORMAND                                              

          FRANCIA

Il primo esponente dei segugi bassetti francesi, tipici per l’evidente sproporzione tra gli arti e il tronco, che permette loro di penetrare nei cespugli e nei roveti.

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           BASSOTTI TEDESCHI Teckel

           GERMANIA

  Il  bassotto tedesco è il cane da tana per antonomasia: se il rifugio sotterraneo in cui la volpe o il tasso si sono cacciati ha un’imboccatura tale da non consentire l’ingresso al bassotto, ecco che questo, con maestria e speditezza, si pone subito all’opera per allargarla. Dopodiché cerca di penetrarvi, ed ecco che si allunga tutto, si stira e si raccoglie. A questi esercizi, protrattisi per generazioni e secoli, può forse essere imputata la particolarissima struttura fisica del bassotto, mediante una leggera ma costante modificazione della conformazione generale; e la selezione operata dall’uomo ha fatto il resto. E giusto quindi parlare di anomalia nel caso del bassettismo, ma si tratta evidentemente di un’anomalia che risponde a precise esigenze di lavoro. Monumenti funerari dell’antico Egitto riproducono cani non molto diversi dall’odierno bassotto tedesco, ma ciò non è suffi ciente per farne una razza di origini egizie; del resto, nel Perù e nel Messico sono state reperite statuette raffiguranti cani ab­bastanza simili ai bassotti egiziani. Il che starebbe a dimostrare quanto più volte si è sostenuto, e cioè che il ‘bassettismo’ si sarebbe prodotto in varie regioni, e non soltanto tra i cani. Si può pertanto supporre che il dachshund si sia formato o quanto meno perfezionato  in Germania in tempi assai remoti. Da noi è considerato un cane da compagnia, intelligente e affettuosissimo; ma in Germania, e anche in Inghilterra, viene  ancor oggi utilizzato per la caccia agli animali da tana. Provvisto di finissimo olfatto, che gli dà modo di seguire la più tenue delle piste, è solito raggiungere la tana e penetrarvi coraggiosamente, attaccando senz’altro l’avversario che vi si nasconde; né, purtroppo, è raro il caso che rimanga vittima del proprio ardimento. Ma il bassotto tedesco è pure un buon segugio, capace di attaccare selvaggina di grossa taglia, che sovente riesce a trattenere sino al sopraggiungere del cacciatore: sembra difficile da credere, dato il suo aspetto e le sue dimensioni; ma, come sovente succede, le apparenze possono ingannare.

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             BEAGLE

              GRAN BRETAGNA

Il  più piccolo dei segugi inglesi è il beagle, che assomiglia considerevolmente all’harrier, eccezione fatta per le gambe, più corte. E poiché l’harrier è un piccolo foxhound, diremo che il beagle è il foxhound in miniatura, particolarmente adatto per la caccia alla lepre e al coniglio selvatico, che difficilmente sfuggono alla sua cerca complessa e inimitabile. La sua voce, armoniosa, è quanto mai caratteristica; la muta, abbaiando, dà la sensazione di un coro: è per questo che in Inghilterra viene chiamato anche singing beagle’. Il  beagle si fa apprezzare dagli esperti per la piccola taglia, il forte temperamento, e l’eccezionale velocità. Esistono, è vero, altri valenti cani da seguito di piccola taglia: per esempio, i ben noti basset francesi; ma beagle e basset si differenziano moltissimo, essendo i prodotti di due concezioni ben diverse. Nel basset, infatti, si sono diminuite taglia e velocità semplice­mente accorciando gli arti, e ne è risultato un cane che fa la gioia di quanti desiderano un’andatura posata, lenta e rumoro sa; il beagle, invece, è stato ridotto nel suo assieme, e non solamente nella lunghezza degli arti: si è così ottenuto un ~nano~ mirabilmente proporzionato, equilibrato, armonioso e velocissimo. Secondo gli esperti, il beagle sarebbe una razza molto antica, risalente al III secolo. Gli Inglesi se ne servivano per la caccia alla lepre, ma poiché amavano una forte andatura (per loro questa caccia è soprattutto un occasione per fare dell’ippica), non mancarono d’incrociarlo con l’harrier, e anzi finirono col sostituirlo senz’altro con quella razza. Se il beagle è sopravvissuto, lo si deve soltanto alla perseveranza di qualche alle­vatore. La regina Elisabetta I possedeva una muta assai numerosa di questi piccoli segugi, che prediligeva. Ella stessa ne fece selezio­nare una speciale varietà, che prese il nome di beagle Elisabeth’: di minuscole proporzioni, era anche chiamata ‘pocket beagle’ (beagle tascabile) e ‘giove beagie’ (beagie guanto), dato che come un guanto si poteva mettere in tasca.

 TORNA INDIETRO               BEDLINGTON TERRIER

                GRAN BRETAGNA

Taluni autori hanno creduto di ravvisare nel bedtington il prodotto di incroci fra il dandie dinmont, l’otterhound e il whippet; altri invece sostengono che sia il derivato originale del cane da conigli diffuso in Inghilterra e Scozia nel XVIII secolo. Due sono le caratteristiche che ci fanno propendere per la prima ipotesi: innanzi tutto, la costruzione del piede del bedlington, che è del tipo ‘piede di lepre’, in netto contrasto col piede comune a tutte le razze terrier; in secondo luogo, la costruzione dell’intero arto posteriore, proprio del cane da corsa per angolatura e tipo di muscolatura, nonché per quel che concerne la coniormazione generale. Certo, il bedlington costituisce una piccola meraviglia, poiché assomma almeno tre dei quattro tipi fondamentali della tipologia morfologica del Mégnin: graioide, come abbiamo visto, negli arti e nel tipo levrettato; braccoide nelle orecchie triangolari portate pendenti ai lati del cranio; lupoide nella costruzione tipica e nell’accentuazione dolicocefala. Le prime notizie del bedlington si hanno nel 1882. Fino al 1825, la razza era conosciuta col nome di rotbury terrier, talvolta anche col nome di fox terrier delle contee del Nord. Fu un muratore di Bedlington, tale Josef Ainsley, a dare il nome della sua cittadina alla razza, poi riconosciuta con quel nome dal Kennel Club.

TORNA INDIETRO            BERNER SENNENHUND   Bovaro del Bernese

SVIZZERA

Chiamati anche vaccari, o cani da stalla di mucche, i sennenhund rendono preziosi servigi in tutta la Svizzera. Il loro compito si differenzia da quello dei cani da pastore in genere: difatti, il bovaro, e non solo quello svizzero, è prima di tutto il guardiano incorruttibile e validissimo delle stalle. Al pascolo sorveglia le mandrie ed è un vero cerbero, che incute timore e impone obbedienza agli animali allorché si sbandano o vogliono passare in pascoli di altrui proprietà. Il compito non è davvero facile, né appare alla portata del comune cane da pastore, anche se bravissimo, abituato com’è alla timida remissività delle pecore. Il bovaro sa farsi obbedire con mezzi radicali: morde al muffolo, agli orecchi, agli arti posteriori e specialmente alla corda del garretto, saltando sino alle parti a cui non arriva, con un’agilità tale che mai manca di sorprendere. Il bovaro del Bernese è diffuso nelle zone collinose. Di tem peramento vigile ed energico, ma non mordace, ha uno spiccato istinto per la guardia dei beni, e sa distinguere alla perfezione gli oggetti e gli utensili del padrone da quelli dei vicini. Diversamente dalle razze affini, e in particolare dall’appenzeller e dall’entlebucher, necessita, per poter svolgere bene il suo lavoro, di essere addestrato con metodicità. E molto robusto, insensibile o quasi al freddo. Si fa notare per la sua fedeltà: il suo affetto è sempre rivolto a un’unica persona, cioè al padrone, mentre con gli estranei si mantiene perennemente scorbutico e diffidente. Tra le razze svizzere dei bovari è quella che più ha avuto successo all’estero. In America, per esempio, è assai ricercato, però soltanto come cane di lusso e da esposizione.

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         BICHON À POIL FRISE'

             FRANCIA

Si tratta di una razza ottenuta dal maltese nel XV secolo. Il nome di bichon pare derivi da ‘barbichon’, probabilmente a causa del pelo ricciuto, proprio di questo cane assai grazioso.

 

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