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SEGUGIO
ITALIANO
A
PELO RASO
ITALIA
A
differenza
della caccia praticata con i cani da ferma o con i cani da
cerca, quella con il segugio ha caratteristiche sue proprie. Con questo
tipo di cane si caccia la selvaggina ‘di pelo, a cominciare dal
cinghiale, per scendere ad animali di dimensioni assai meno
ragguardevoli, quali la volpe, la lepre e il coniglio selvatico.
Da noi, probabilmente per la differente conformazione del terreno, è
stata ed è preferita di molto la caccia alla posta, praticata con uno o
due segugi. Sport ben più umile di quello di un tempo (in cui
intervenivano centinaia di cani, numerosi cavalli, battitori, trombe,
livree, ed una infinità di altre cose), ma alla portata di tutti. Ed
abbiamo, in Italia, un segugio che appunto nel lavoro sulla lepre è dai
tempi antichi insuperabile. Dotato di proprietà olfattive eccezionali,
cerca la pista della selvaggina, e, trovatala, non l’abbandona più:
mettendo alla prova la sua sviluppata intelligenza, giocando in furberia
con la pur astuta preda, la scova, l’incalza, l’insegue, in modo da
farla passare a tiro di fucile del padrone che, fiducioso, è rimasto
appostato.
Le origini del segugio italiano sono antichissime, e qui ricordiamo come
bisogni ricondurre tutti i segugi (eccezion fatta per i nordici, che
discendono da altro stipite) ai primitivi cani da corsa dell’antico
Egitto, che i mercanti fenici diffusero lungo le coste mediterranee, e
prima di tutto in Grecia, sovente proponendoli alle popolazioni come merce
di scambio.
I cani da corsa giunsero ben presto anche in Italia, dove
incontratisi con il molosso diedero origine al cane da ferma.
Evidentemente la razza originaria è rimasta immutata, o quasi, in tutti i
suoi caratteri. Abbiamo infatti modo di constatare, dall’esame di
numerose raffigurazioni risalenti alle epoche faraoniche, come i
celeberrimi cani da corsa dell’antico Egitto fossero assai
rassomiglianti al segugio attuale, e soprattutto a quello italiano. In
essi si nota altresì la particolarità degli orecchi pendenti, segno che
non consente alcun dubbio sulla loro avanzata domesticità.
Qggi giorno, questo segugio è diffusissimo nella penisola italiana, ma,
purtroppo, ben pochi sono gli esemplari veramente corrispondenti allo
standard ufficiale, e ciò è dovuto agli irrazionali incroci praticati
indiscriminatamente per ogni dove da chi si preoccupa soltanto di avere un
cane da lepre, senza curarsi della sua purezza: concetto erratissimo,
poiché le doti venatorie del segugio saranno più spiccate quanto più il
cane sarà puro.
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