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BOXER
GERMANiA
Non si tratta di una razza antica: se l’allevamento vero e
proprio data dalla fine del secolo scorso, la sua apparizione risale alla
metà dello stesso secolo, epoca in cui un gruppo di cinofili bavaresi
cercò di ottenere dall’incrocio tra un tipo di cani noti col nome di
bullenbeisser e il bulldog inglese, e da appropriata selezione, una nuova
razza dalle caratteristiche anatomiche eleganti ed omogenee, non disgiunte
da coraggio, equilibrio, intelligenza e potenza. E in un tempo piuttosto
breve si ebbero esiti molto soddisfacenti. L’antenato, il bullenbeisser
(morditore di tori), era un cane battagliero e aggressivo, diffusamente
impiegato in Germania e in Olanda per la caccia al cinghiale, al cervo e
persino all’orso; in un secondo tempo venne adibito alla guardia delle
greggi e più ancora come bovaro. Traeva a sua volta le origini da quei
cani medioevali tedeschi detti saupacker (acchiappa scrofe) o cani da
presa per orsi e tori, discendenti da mastini pervenuti in Germania
attraverso l’Inghilterra, e la cui forma fossile si ravviserebbe nel Canis jamiliaris decumanus. Gli esordi del boxer
come cane da esposizione avvennero nella città bavarese di Monaco.
Dall’Inghilterra la gran moda di allevare cani si era estesa nel
Continente, e gli astuti Bavaresi come scrive Rowland Johns in Our Friend the Boxer pensarono di poter
conseguire un buon successo con il loro cane se fossero riusciti a
migliorarlo mediante un incrocio. Sapevano tutto del bulldog inglese,
anche che era stato esonerato nel 1835 in Gran Bretagna dal compito di
combattere orsi e tori, e decisero di introdurfe alcune delle sue
caratteristiche nel cane che stavano selezionando (il bulldog era allora
assai assomigliante al moderno terrier inglese, però molto più pesante).
Il
primo concreto segno di un effettivo progresso fu ottenuto nel
1890, quando un boxer di Monaco venne accoppiato a un bulldog a strisce
bianche. Da quell’incrocio derivarono esemplari dal mento fortemente
sviluppato, dall’orecchio posto in alto e dall’ossatura più forte. Seguì
poi l’accoppiamento fra cani non consanguinei per eliminare l’eccesso di
colore bianco e ottenere le tonalità desiderate (cioè tigrato e fulvo),
per cercare di ridurre la pesantezza e per ottenere una sagoma agile. Va
notato che il bullenbeisser era già un cane di colore fulvo o tigrato, ma
poco elegante, di costruzione robustissima e massiccia, con grande testa e
dentatura invero notevole. Scrive Rowland Johns: nel 1894
il prodotto migliorato trovò sostenitori convinti in Roberth, Kònig e
Hopner, i cui sforzi per rendere popolare la razza non ebbero successo
immediato, poiché all’esposizione dei san Bernardo, tenuta a Monaco nel
1895, vi fu una sola iscrizione nella categoria, quella di un cane di nome
Flocki, figlio di Tom e di Alt Scheckin. Fu un esordio modesto, ma ben
presto la razza conquistò, proprio per merito di Flocki, il favore degli
esperti, tanto che nel 1896 venne fondato il primo Boxer Club.
Tre mesi dopo si tenne un’esposizione riservata soltanto ai
boxer, con Kònig in veste di giudice, e si fece rilevare la necessità di
eliminare tutte quelle caratteristiche del bulldog che avrebbero potuto
svalorizzare il boxer ideale, ben chiaro nella mente di quei pionieri:
essi volevano eliminare il bianco e stabilizzare il fulvo e il tigrato,
pur non facendo obiezioni al torace e alle zampe bianchi. Conservarono
anche alcune caratteristiche del bulldog, come la mandibola prognata, il
salto frontonasale detto stop, e l’incavo basso nel muso solitamente
piatto: caratteristiche che sono state tramandate fino ad oggi tali e
quali in tutti i buoni esemplari”. Il primo soggetto venne
dunque presentato alla mostra canina di Monaco di Baviera nel 1895.
Suscitò molta curiosità e anche molta considerazione. L’allevamento si
sviluppò, raggiungendo elevate cifre di produzione.
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