|
BEAGLE
GRAN
BRETAGNA
Il
più piccolo dei segugi inglesi è il beagle, che assomiglia
considerevolmente all’harrier, eccezione fatta per le gambe, più corte.
E poiché l’harrier è un piccolo foxhound, diremo che il beagle è il
foxhound in miniatura, particolarmente adatto per la caccia alla lepre e
al coniglio selvatico, che difficilmente sfuggono alla sua cerca complessa
e inimitabile.
La
sua voce, armoniosa, è quanto mai caratteristica; la muta, abbaiando, dà
la sensazione di un coro: è per questo che in Inghilterra viene chiamato
anche singing beagle’.
Il
beagle si fa apprezzare dagli esperti per la piccola taglia, il
forte temperamento, e l’eccezionale velocità. Esistono, è vero, altri
valenti cani da seguito di piccola taglia: per esempio, i ben noti basset
francesi; ma beagle e basset si differenziano moltissimo, essendo i
prodotti di due concezioni ben diverse. Nel basset, infatti, si sono
diminuite taglia e velocità semplicemente accorciando gli arti, e ne è
risultato un cane che fa la gioia di quanti desiderano un’andatura
posata, lenta e rumoro
sa; il beagle,
invece, è stato ridotto nel suo assieme, e non solamente nella lunghezza
degli arti: si è così ottenuto un ~nano~ mirabilmente proporzionato,
equilibrato, armonioso e velocissimo.
Secondo gli esperti, il beagle sarebbe una razza molto antica, risalente
al III secolo. Gli Inglesi se ne servivano per la caccia alla lepre, ma
poiché amavano una forte andatura (per
loro questa caccia
è soprattutto un occasione per fare dell’ippica), non mancarono
d’incrociarlo con l’harrier, e anzi finirono col sostituirlo
senz’altro con quella razza. Se il beagle è sopravvissuto, lo si deve
soltanto alla perseveranza di qualche allevatore.
La
regina Elisabetta I possedeva una muta assai numerosa di questi piccoli
segugi, che prediligeva. Ella stessa ne fece selezionare una speciale
varietà, che prese il nome di beagle Elisabeth’:
di
minuscole proporzioni, era anche chiamata ‘pocket beagle’ (beagle
tascabile) e ‘giove beagie’ (beagie guanto), dato che come un guanto
si poteva mettere in tasca.
|